Biancaneve sotto i nani

Era una fredda giornata di fine autunno; alcuni fiocchi cadevano volteggiando dal cielo come piume leggere, dietro agli alberi bimbi che giovavano a nascondino e ai bordi del bosco a controllarli con un’aria accogliente le guardie giurate.

Non mancavano nemmeno i funghi, ancora numerosi non solo nel paesaggio. Una regina sedeva ricamando accanto alla finestra aperta . Mentre così se ne stava, ricamando e guardando la neve, si punse un dito con l’ago e contemporaneamente a tre pesanti bestemmie tre gocce di sangue rosse come rubini caddero sul bianco manto nevoso.

Tanta era la bellezza di quelle tre stille rosso fiamma sul bianco immacolato che la regina pensò:

“Oh, se potessi avere una bambina dai capelli neri come l’ebano, dalle labbra rosse come il sangue e dalla pelle rigorosamente bianca come la neve!”

Poco dopo, quasi magicamente poiché consorte di marito sterile, diede alla luce una bambina a cui fu dato il nome di Biancaneve in onore della sostanza con cui fu allevata già dai primi giorni di vita. Ma dopo poco si ammalò gravemente e morì. Fu così che Un anno dopo il re si risposò e con la nuova moglie cercò di avere un’altra figlia ancora scioccato dal decesso della precedente.

La sua seconda moglie era bella, ma anche gelosa e crudele, pustolosa, aveva il doppiomento ed era leggermente strabica, inoltre aveva la scogliosi, una leggera gobba e non poteva tollerare neppure il pensiero che esistesse al mondo qualcuna più bella di lei. Possedeva uno specchio magico, ed ogni giorno chiedeva:

“Specchio, specchio amato da marrazzo, ce la farò prima o poi ad estirparmi il cazzo?”

e ogni giorno lo specchio rispondeva:

“O mia regina, al mondo non c’è nessuna che sia comunque più bella di te” .

Intanto però, Biancaneve cresceva e diventava sempre più bella, alta, portava già il 44 di piede e iniziava ad ascoltare heavy metal. L’invidia della regina cresceva di pari passo con la bellezza della fanciulla, tanto che la costringeva a vestirsi di stracci e a fare l’immigrata. La principessina affrontava ogni fatica senza un lamento. Anzi, sempre allegra e sorridente scavava, costruiva palazzi, rubava alle vecchiette e vendeva ombrelli nelle stazioni: Solo un desiderio era solita confidare, cantando, alle amiche colombe: incontrare presto l’uomo dei suoi sogni.

Un giorno, mentre era chinata su un pozzo a spolverarlo col naso, le bianche colombe le confidarono un segreto:

“Questo” dissero tubando “è un pozzo incantato. Esprimi un desiderio assaggiando sto fungo e se udrai l’eco il desiderio diverrà realtà.”

Così Biancaneve sussurrò: “Vorrei tanto trovare qualcuno che mi ami, sia anziano e molto molto ricco.”

E non appena l’eco le rispose, nell’acqua del pozzo apparve un bel principe su un cavallo nero. Il principe si chiamava MAL de’ Primitives e cavalcava FURIA, il cavallo del west. Questi guardavano Biancaneve con tanta ammirazione che la fece arrossire e senza pensarci troppo questa si spogliò e timidamente porto nella sua stanza Mal e Furia, facendo così nascere una tresca dalla quale uscì poi dolorante ovunque.

La regina, di lontano aveva assistito a tutta la scena. Subito impallidì per l’invidia e corse a rivolgersi a suo specchio magico:

” Specchio, specchio amato da marrazzo, ce la farò prima o poi ad estirparmi il cazzo?” e lo specchio le rispose: “Tu mia regina sei sempre bellissima, ma Biancaneve è più brilla di te!”

La regina non poteva tollerare una rivale: e così convocò un grossissimo gruppo di osti che avrebbero portato con sé il vino migliore; così facendo sperava di poter essere in breve tempo ben più ubriaca della nuova rivale. Fatto ciò e sentitasi soddisfatta convoco un guardiacaccia suo fido e gli disse: “Porterai la principessa nella foresta, e la la ucciderai. Mi porterai poi il suo cuore come segno del delitto”.

Il guardiacaccia udendo queste parole si strabiliò e si stizzì. Solo dopo un poderoso destro si motivò e portò Biancaneve nella foresta ma al momento giusto non ebbe comunque il coraggio di ucciderla. Era così bella biancaneve! Così leggiadra e inconscia, l’effetto del fungo non era passato e così, mentre questa continuava a conversare con le colombe e i pettirossi il guardiacaccia non resistette e la violentò. Le provocò molto dolore anche a causa dei ripetuti schiaffi che le diede durante l’atto. Appena finito Le intimò di scappare nella foresta, e sulla strada del ritorno, non sazio della principessa affittò una lucciola, la stupro e subito dopo la uccise per portare il cuore alla regina.

Biancaneve corse a perdifiato nella foresta, fin quando non arrivò in una radura, dove sorgeva una minuscola e graziosa casetta: entrò e capì che ci viveva qualcuno, e pensò che abitassero sette bambini senza mamma, ma probabilmente imparentati a Brunetta. C’erano infatti sette piccole sedie impolverate, sette piattini sporchi, sette camicine sporche e polvere e ragnatele dappertutto. Colta da un irrefrenabile bisogno di pedofilia Biancaneve non stette a pensarci su: prese scopa e strofinaccio, e di buona lena ripulì ogni cosa. Poi salì al piano superiore e vi trovò sette lettini di legno. Su ciascun letto era inciso un nome: Compralo, Taglialo, Cremalo, Rollalo, Fumalo, Gustalo e Passalo.

“Che strani nomi!” pensò Biancaneve. Poi, siccome era molto stanca , si addormentò sui lettini smaltendo l’effetto dopo essersi mangiata 6 chili di Mars per colpa della chimica. Gli abitanti della casa erano sette nanetti che ufficialmente lavoravano nella miniera di diamanti vicina. La loro reale occupazione era quella di cucire palloni e scarpe per la Adidas e nel tempo rimanente tagliavano coca. Rientrando trovarono Biancaneve e decisero di ospitarla, raccomandandole di essere estremamente libera e molto poco pudica come unica tassa per l’alloggio. Doveva infatti pagare con il corpo anche per via della regina cattiva e le sue perversioni nei confronti dei sudditi. Per Biancaneve iniziò un periodo sereno, con nuovi amici e sempre piu’ a contatto con la natura. Ormai era quasi abituata all’effetto di polveri… giacigli e funghi che le facevano trascorrere le giornate a dialogare con i sassi, giocare a tressette con i tulipani e stirare con le colombe.

Ma un brutto giorno la regina cattiva chiese di nuovo allo specchio chi era la più bella del reame. E lo specchio magico le rispose :

“Al di là dei sette monti, al di là delle sette valli c’è la casa degli intagliatori, in cui vive Biancaneve che è ancora più brilla di te”.

La regina decise di uccidere Biancaneve: prese una mela, una mela bellissima e la immerse nel mercurio cromo. Poi si trasformò da mendicante, con tanto di peli e barba, quasi ad imitare monaco seicentesco, ed andò nella casa dei brunettini. Biancaneve stava preparando un tocco e impietosita le offrì un grammo a 8 euro. In cambio la strega travestita le diede la mela e Biancaneve, dopo aver supplicato il mendicante di fare sesso con lei diede un morso. Subito cadde a terra addormentata, sembrava morta! La strega fuggì felice come l’ape maya: l’unico antidoto era il primo bacio d’amore, credeva che i nani vedendola morta l’avrebbero sepolta. O quantomento cremata per far di lei un po’ di polvere con cui truffare gli acquirenti. Ma i nani, disperati di aver perso una così disposta ragazza non vollero separarsi da Biancaneve e la misero in una cella frigorifera di cristallo nella foresta, per vegliarla in continuazione. Passò molto tempo. Un bel giorno un principe sulla ottantina, ricco e su un cavallo nero sentì la gente del villaggio parlare di quella puzza di morto proveniente da una bara dove era rinchiusa una fanciulla che giaceva addormentata nel bosco. Il suo suo fegato diede un sobbalzo. Si trattava forse della dispostissima fanciulla che aveva visto un giorno a palazzo e che non era più riuscito a trombare? Subito cavalcò fino alla radura nel bosco.

Quando la vide non ebbe dubbi: era proprio quella fanciulla che gli aveva svuotato il portafogli, ed era morta! Mestamente, il principe sollevò il coperchio di cristallo e si schifò per l’orripilante olezzo uscitone malgrado la congelazione della salma. Dopo un momento si chinò per dare un bacio al suo amore perduto… Si fissò sulle sue labbra: queste due grandi labbra che si congiungevano la dove nasceva per la principessa il paradiso. Piegatosi maggiormente iniziò a baciarle.. a leccarle.. a bagnarle. Immediatamente Biancaneve aprì gli occhi e sorrise: quel primo preliminare d’amore aveva spezzato l’incantesimo. Così il sogno che un giorno Biancaneve aveva confidato al pozzo dei desideri divenne realtà. Il principe la fece montare dal cavallo e partì con lei verso il suo palazzo tra le nuvole… dove vissero, per sempre, felici e contenti!

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e ora ovviamente foto di gnocca

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Biancaneve sotto i naniultima modifica: 2010-03-23T18:36:05+00:00da darkdany1